Far West: 3 giorni tra le Sequoie millenarie e il fascino di San Francisco
Ecco le tappe del nostro on-the-road di 10 giorni nei parchi americani!
- Parte 1: 5 giorni tra le rocce rosse di Arizona e Utah (Giorni 1-5)
- Parte 2: 2 giorni nel deserto: tra le luci di Las Vegas e il silenzio della Death Valley (Giorni 6-7)
- Parte 3 (questo articolo): California e San Francisco (Giorni 8-10)
Il nostro on-the-road americano punta dritto verso la costa, ma prima un’ultima sosta spettacolare tra le foreste più antiche del mondo. Dopo i parchi di Arizona e Utah e dopo il deserto (se hai perso le tappe precedenti, inizia da qui), ecco come abbiamo vissuto i nostri ultimi 3 giorni tra le sequoie millenarie e l’affascinante San Francisco.
😎 PRO TIPS:
Avere internet sempre a disposizione è stato fondamentale per gestire mappe e prenotazioni durante il nostro on-the-road. Noi ci siamo trovati benissimo con la eSIM di Airalo: è semplicissima da attivare e, se vuoi provarla, puoi usare il codice IRENE3149 per ricevere 3€ di sconto sul tuo primo acquisto. Un piccolo risparmio per iniziare bene il viaggio!
Sequoia National Park
Via verso il prossimo parco e il prossimo spettacolo della natura! Il tragitto è molto lungo, se vuoi fare una tappa intermedia puoi fermarti alle Remington Hot Springs, pozze naturali di acqua calda proprio accanto ad un corso d’acqua freddissimo. Dal parcheggio, si deve camminare una quindicina di minuti in discesa per raggiungere il torrente e immergersi nelle pozze calde.
Super bonus di questa tappa: mangiarsi un burrito da El Portal Mexican Grill (Mountain mesa Rd), per noi ripieno di fagioli, formaggio e guacamole. Davvero pazzesco, il miglior burrito mai provato!
Dopo questo bel intermezzo, proseguendo verso il Sequoia National Park, ogni tanto lancia un’occhiata al cielo perché ti potrà capitare di vedere avvoltoi e falchi dalla coda rossa in volo. Se sei appassionato come Luca ti lasceranno a bocca aperta!
Avvicinandosi al parco, inizierai a distinguere le prime sequoie, riconoscibili dal tronco rossastro, la corteccia fibrosa e le fronde fogliose altissime. Se la tua macchina ha il tettuccio apribile, questo è il momento perfetto per goderne a pieno!
👗FASHION TIPS:
- le temperature qui sono più basse, vestiti a strati, per esempio con maglia termica, pantaloni tecnici e giacca antivento.
- Il terreno è abbastanza regolare, puoi scegliere di utilizzare sia delle scarpe da tennis che degli scarponcini più tecnici.
Dal parcheggio, segui il sentiero che in 10 minuti porta direttamente al Generale Sherman, l’albero più grosso che esiste sulla terra. Non si tratta del più alto o del più largo o del più vecchio, ma del più grosso in termini di volume di legno. Ha 2200 anni, alla base ha un diametro di 11 metri ed è alto 84 metri; in proporzione, noi che guardiamo questo albero siamo come un topo che guarda una persona.
Non fermarti a questo gigante bellissimo, ma percorri in lungo e in largo i percorsi attorno che ti porteranno al cospetto dei gruppi di sequoie “the senate” e “the house”.
📸 PHOTO TIPS:
Per prendere questi giganti della natura in tutta la loro interezza accucciati e usa il grandangolo (0.5x) oppure fai una panoramica verticale, scorrendo dalle radici fino alle fronde e al cielo.
Le sequoie negli anni hanno fatto del fuoco un buon alleato invece che un nemico giurato. Questi luoghi sono spesso segnati da incendi, ma la particolare corteccia delle sequoie le rende più resistenti rispetto agli altri alberi, che invece muoiono più facilmente. Così le sequoie beneficiano di più luce dal cielo e più nutrienti dal terreno, dominando le foreste. Inoltre durante gli incendi le pigne della sequoia si seccano e si aprono facendo depositare i semi su un terreno fertile ricco di ceneri. Questo fa sì che spesso ci siano alberi gemelli ravvicinati, nati dopo lo stesso incendio, proprio come “The Senate” e “The House” citati prima.
Passeggiare in mezzo a questi vecchi giganti, qui da migliaia di anni, ci ha fatto riflettere su quanto sono forti e significative queste creature della natura rispetto all’essere umano. Sono qui a guardare la storia passare, i popoli scontrarsi, gli uomini creare e distruggere, e loro continuano a crescere e a guardarci un po’ dall’alto in basso, come è giusto che sia.




Yosemite National Park
Last but not least, l’ultimo parco è lo Yosemite National Park: verde, cascate e granito.
Dai sempre un’occhiata all’applicazione NPS per programmare al meglio la tua visita, perchè alcune strade e punti panoramici sono chiusi in inverno e primavera a causa della troppa neve.
Noi abbiamo visitato questo parco un po’ di corsa e ci siamo goduti il tramonto di fronte al Half Dome, l’iconica montagna che ha ispirato il simbolo del marchio North Face, seduti sulle rocce del punto panoramico Geology hut al Glacier Point. Siamo stati molto fortunati perché questa strada ha riaperto, dopo la chiusura invernale, un paio di giorni prima della nostra visita (16 maggio).
📸 PHOTO TIPS:
- Per prendere tutto il panorama (l’intera montagna rocciosa e le due cascate) posizionati nella casettina sopra le rocce del Geology hut. Così riuscirai anche ad escludere dalla foto la mappa e il binocolo che ci sono appena sotto.
- Per godersi appieno la luce che illumina il panorama, arriva un’ora prima del tramonto.
- Lente consigliata: 24-70 mm.



San Francisco
Concludi il tuo viaggio nel Far West nella ventosa e affascinante San Francisco. Per entrare in città con l’auto si passa da un ponte con un pedaggio di 8 dollari che non si può pagare in loco. Puoi informarti con la tua agenzia di noleggio auto su come procedere, la nostra ci ha mandato il pagamento a posteriori. Assicurati che l’hotel abbia un parcheggio di appoggio e preparati a pagare una cinquantina di dollari per 24 ore!
Cable Car e Lombard Street
Non perderti l’iconica esperienza di salire a bordo della Cable Car, un tram storico che coraggiosamente affronta le salite e le discese ripidissime della città collinare di San Francisco. Prendilo al capolinea, Powell Street Turnaround, per vedere il particolarissimo modo con cui girano il tram quando arriva al capolinea. Viene posizionato su una pedana circolare e due addetti, a mano, lo spingono per ruotarlo di 180° e poi da dietro lo spingono per farlo ritornare sulle rotaie da cui ripartirà. Il biglietto per una singola corsa costa 8 dollari, ma esiste anche il giornaliero che permette l’accesso a più mezzi di trasporto.
Prendi il tram in direzione Hyde st. e goditi l’esperienza a pieno rimanendo in piedi sulla pedana laterale esterna. Tieniti forte e guarda il sali e scendi delle strade della città da una posizione d’onore.
Scendendo a Lombard Street potrai ammirare l’intera città dall’alto attraverso una delle strade più famose di San Francisco, anche set di alcuni film, caratterizzata da 8 tornanti molto ripidi e stretti, contornati da case e siepi fiorite.



Pier 39 e i leoni marini
Prossima tappa il Fisherman wharf, un quartiere ricco di negozi e ristorantini, affacciato sulla baia con vista sul Golden Gate e l’isola di Alcatraz. Uno degli spot più iconici è il Pier 39, il molo abitato da tantissimi leoni marini. Stanno spaparanzati al sole che ogni tanto fanno qualche verso, si passano uno sopra l’altro o litigano buttandosi in acqua. Qui troverai anche il ristorante Bubba Gump Gamberi, ispirato al film di Forrest Gump.


Golden Gate al tramonto
Concediti poi la spettacolare vista del Golden Gate al tramonto dalla spiaggia Crissy Field. Noi ci siamo arrivati in 25 minuti di monopattino elettrico alla modica (LOL) cifra di 20 dollari a testa; probabilmente è meglio chiamare un uber! Siediti sulla sabbia, goditi il dolce suono delle onde che riappacifica l’anima e guarda il sole scendere dietro al Golden Gate. Pur chiamandosi “Golden”, il ponte è di un arancione acceso che lo rende visibile anche nella nebbia che spesso accompagna la città.
Un’alternativa per ammirare il tramonto è la spiaggia di Baker Beach. Da qui il ponte è illuminato dal sole in tutto il suo brillante colore, invece che essere in controluce come a Crissy Field. Info di servizio: in questa spiaggia noi abbiamo visto alcuni nudisti, seppur il clima non fosse esattamente quello adatto a prendere il sole.
👗FASHION TIPS: preparati al vento e al freddo e copriti bene, non vorrai finire come Irene che ha guardato il tramonto coprendosi le gambe con un rain cover!




Alcatraz
Riservati una mattinata per visitare Alcatraz, la famosa isola nella baia di San Francisco che ospitò, per diversi anni, una prigione di massima sicurezza. Prenota online in anticipo e prendi il battello per arrivare all’isola, godendo della traversata panoramica quanto ventosa. Una volta arrivato all’isola, potrai seguire le indicazioni dei ranger per ritirare l’audioguida inclusa nel prezzo del biglietto.
🤓 NERD ALERT:
L’isola di Alcatraz ha vissuto diverse vite a partire dal 1850, momento in cui fu armata per essere una roccaforte a protezione della baia.
È stata poi trasformata in una prigione militare nel 1868, durante la Guerra Civile, per incarcerare obiettori di coscienza, simpatizzanti del Sud e indiani che resistevano all’oppressione americana. Famoso fu l’arresto nel 1894 di una ventina di indiani della tribù Hopi che, come fu scritto sui giornali, “si rifiutavano di vivere alla maniera civile dei bianchi e di coltivare come gli era stato detto”. Nel 1930 divenne una prigione federale per i criminali più pericolosi d’America, tra cui anche il mafioso Al Capone. La prigione è stata poi chiusa nel 1963 e sembra che questo abbia portato gioia sia ai prigionieri che ai carcerieri.
Nel 1969, circa 80 anni dopo l’incarcerazione degli Hopi, l’isola fu occupata da un gruppo di indiani nativi americani per 19 mesi. Durante questa occupazione scrissero diversi messaggi ben visibili sulle parti più alte dell’isola per diffondere un messaggio di pace e libertà. Uno di questi è ancora visibile sull’acquedotto che svetta sull’isola, infatti, durante il restauro del 2012, è stato accordato che il messaggio fosse riscritto dalle stesse persone e familiari che 40 anni prima avevano occupato l’isola.
Oggi Alcatraz è un parco nazionale annesso alla baia di San Francisco.
La parte più interessante per noi è stata il giro tra le celle, accompagnati dall’audioguida con anche alcune testimonianze di prigionieri e carcerieri. Le celle sono molto piccole e contengono a malapena un letto, una sedia con un tavolino, il gabinetto e il lavandino. I prigionieri più problematici erano rinchiusi in celle un po’ più grandi di quelle standard, ma tenute al buio e sempre sferzate dal vento proveniente dalla baia. L’incentivo più grande per far tenere una buona condotta ai prigionieri era quello di poter usufruire del giardino esterno in cui potevano giocare a baseball, a bridge e altri giochi, costruendosi strumenti che non avevano a disposizione.
Nel corso degli anni ci sono stati alcuni tentativi di evasione, tra cui uno riuscito. Tre prigionieri hanno scavato il muro con dei cucchiaini e hanno costruito dei fantocci da posizionare sotto al letto per ritardare la scoperta della loro fuga. Si pensa poi che queste persone siano annegate nelle acque attorno ad Alcatraz.
In forte contrasto con quello che ascoltiamo e sappiamo di quest’isola, ci sono la bellezza dei fiori e delle piante che si possono vedere lungo tutto il percorso all’aperto.
L’escursione non ha una durata precisa, noi dopo circa due ore e mezza di visita decidiamo di prendere il ferry di ritorno (partono ogni 30 min e potrebbe esserci un po’ di fila al rientro).
Dopo il rientro puoi fare tappa al Ferry Building Market, un mercato coperto in cui sono presenti tantissimi ristorantini e banchetti dove poter mangiare.


Chinatown e le Painted Ladies
Se hai ancora energie, puoi immergerti nel quartiere Chinatown e passeggiare sotto le lanterne cinesi. Qui c’è anche un parco dove potresti scorgere gruppi di vecchietti asiatici, accalcati attorno a dei tavolini, a giocare a una specie di dama cinese. Oppure sogna ad occhi aperti di abitare in una delle carinissime villette a schiera in stile londinese tutte dipinte di colori diversi, chiamate Painted Ladies. Se è una bella giornata puoi goderti un picnic nel parco lì davanti, sei in California, goditela!



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