Cosa mi ha portato dall’altra parte del mondo
La Nuova Zelanda è stato il primo Viaggio con la V maiuscola che ho fatto io, Irene. È stata l’esperienza che ha cambiato tutto, facendomi scoprire un nuovo rapporto con la natura e segnando tante “prime volte” e tanti limiti superati.
Mi ero appena laureata e, mentre cercavo di capire cosa fare della mia vita, l’unica cosa che desideravo davvero era andare dall’altra parte del mondo. L’ho fatto, letteralmente.
Non me la sentivo di partire da sola, così ho scelto un viaggio di gruppo on the road: 3 settimane con 15 sconosciuti che, nel tempo, sono diventati amici. Era il 2019 e ancora oggi ci riuniamo una volta l’anno per una cena sul “viale dei ricordi”.
Curiosità e Cultura: il mondo dei “Kiwi”
Sapevi che la Nuova Zelanda ha una superficie simile all’Italia ma solo 5 milioni di abitanti? In pratica, l’intera nazione conta il doppio degli abitanti di Roma. A compensare ci pensano le pecore: ce ne sono circa 5 per ogni persona. Qui le pecore sono super vaporose e popolano, in quantità smisurata, i verdissimi prati.
🤓 NERD ALERT:
- Kiwi: Non solo un frutto! È l’uccello simbolo della nazione e il soprannome dei neozelandesi (nato durante la Prima Guerra Mondiale). Il Kiwi è un uccello unico: non vola, vive di notte ed è purtroppo a rischio estinzione. Una curiosità? I maschi si occupano della cova, ma sono così maldestri che a volte schiacciano le proprie uova!
- Maori: popolo polinesiano arrivato in Nuova Zelanda nel XIII secolo. Rappresentano 1/5 della popolazione e custodiscono una cultura e una lingua propria con una forte identità tribale. Sono celebri per la Haka, la danza potente ed energica resa famosa dalle esibizioni eseguite dalla squadra nazionale di rugby All Blacks, ma usata anche in riti e celebrazioni.





Le due cose che più mi hanno colpita? La forza di una natura incontaminata “extra-large” e l’approccio alla vita incredibilmente rilassato e lento.
Cosa vedere nell’isola sud: tra grotte magiche e fiordi maestosi
1. Glowworm Caves: una via lattea sotterranea
Nel profondo sud dell’isola si trova uno spettacolo unico: i glowworm (vermi luminescenti). Queste creature usano la loro coda luminosa per attirare le prede in fili appiccicosi che pendono dal soffitto delle grotte.
Il modo migliore per godersi lo spettacolo è inoltrarsi nelle grotte a bordo di una barchetta e lasciarsi trascinare sull’acqua con gli occhi puntati al soffitto. Immergendosi nel buio, questi vermetti sembrano stelle di un colore verde/azzurro, costellazioni che illuminano il soffitto della grotta come fosse un cielo notturno. È un’emozione difficile da descrivere a parole, che mi ha fatto persino scendere una lacrimuccia.
P.S. L’immagine qui sotto è di repertorio, non era possibile fare foto durante la visita.
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2. Milford Sound: nel cuore dei fiordi tra cascate e curiosità
Navigare in questi fiordi, ammirando le rocce che si alzano a perdita d’occhio intorno a noi e le cascate che ne scivolano giù, è un’esperienza maestosa. Noi abbiamo trovato una giornata un po’ uggiosa, ma non è una grossa sorpresa visto che Milford Sound è uno dei luoghi più piovosi del pianeta!
🤓 NERD ALERT:
Navigando tra le pareti rocciose, scoprirai un fenomeno pazzesco: lo strato superficiale dell’acqua (per i primi 5-10 metri) è composto da acqua dolce proveniente dalle piogge e dalle montagne, tinta di scuro dai tannini della foresta. Sotto, invece, si trova l’acqua salata dell’oceano. Poiché hanno densità diverse, questi due strati non si mescolano mai! Questo crea un ecosistema unico al mondo, dove specie che solitamente vivono negli abissi riescono a sopravvivere a pochi metri di profondità.


3. Pancake Rocks: tra rocce e arcobaleni
Uno spettacolo della natura: rocce calcaree che sembrano migliaia di pancake impilati. Qui l’oceano ha scavato la sua strada e, infrangendosi contro le rocce, crea spruzzi altissimi che, con la luce giusta, regalano arcobaleni mozzafiato. Da non credere ai propri occhi.
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4. Waikoropupu springs: sorgenti naturali
Sorgenti d’acqua così cristallina da svelare, senza pudore, la bellezza dei fondali colorati. Un ecosistema purissimo e incontaminato dove il contatto è rigorosamente vietato per preservarne l’integrità.
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5. Wharariki Beach: la spiaggia più vista dagli impiegati
In questa spiaggia l’oceano selvaggio è circondato da dune di sabbia bianche. Su questa sabbia io e una mia compagna di viaggio ci siamo rincorse ridendo, inebriate dalla salsedine e dal vento. Dietro degli scoglia abbiamo anche trovato una bellissima sorpresa: un piccolo cucciolo di foca che si crogiolava al sole. Un bellissimo posto dove rilassarsi e, piccola chicca, dove vedere dal vivo uno dei famosi sfondi di Windows.
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6. Trekking nel parco Abel Tasman
Per chi ama camminare, il parco Abel Tasman è un must. Ci sono diversi percorsi da poter fare, noi abbiamo parcheggiato a Marahau e preso un water taxi fino a Bark Bay Hut. Da qui abbiamo fatto il percorso a piedi al contrario per un totale di 28 km!
È stato il primo vero trekking della mia vita (meglio tardi che mai!); faticoso, ma ripagato da panorami mozzafiato, bagni rinfrescanti e foreste rigogliose.
😂 FUN FACT
In queste zone è normalissimo vedere trattori che trainano barche direttamente fin dentro l’oceano. Un’immagine decisamente insolita!



Cosa vedere nell’Isola Nord: tra cinema e spiritualità
1. Tongariro National Park: la scalata verso Mordor
Appassionati del “Signore degli anelli” a raccolta! Qui si trova l’ambientazione del monte Fato. Il trekking di 19 km, da Mangatepopo a Ketetahi, è incredibile, con un paesaggio super vario: si inizia con la scalata del diavolo, passando dai laghi colore smeraldo (per fortuna la nebbia ci ha graziato per qualche minuto e siamo riusciti a vederli), fino ad arrivare ad una foresta di felci giganti e un torrente che scorre tranquillo.
Anche se non l’ho scalato per gettare al suo interno l’anello come Frodo, per me è stata un’esperienza bellissima e incredibile. Premessa: ero una “tipa da mare”, non una “tipa da montagna” e per me le camminate erano accettabili solo se pianeggianti e in città. Quindi, prima di iniziare, avevo un po’ di paura, quella paura di quando stai per fare una cosa per la prima volta e non sai bene cosa aspettarti.. TBH quello che mi ha convinto a fare questo trekking è stata una persona che mi disse “non ce la farai mai“. Eccomi quindi a mettermi gli scarponi e l’impermeabile e partire. Quel giorno, alla fine del trekking, un po’ stanca e infreddolita, mi sono detta che posso fare tutto quello che voglio, a maggior ragione se qualcuno non crede in me!
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2. Hobbiton: la magia della contea
Anche se non sei un fan sfegatato della saga (anche io ammetto di non esserlo), il set cinematografico a cielo aperto della Contea degli Hobbit, ti incanterà. Prati impeccabili, porticine colorate e una buona birra nella locanda del Drago Verde renderanno l’esperienza davvero unica. Se poi vuoi proprio esagerare, approfitta della musica in stile irlandese nella locanda per prendere a braccetto un tuo compagno di viaggio e farvi due risate tra una giravolta e l’altra.
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3. Spirits Bay Shore: un tuffo nell’oceano
Preparati alla bellezza di questa spiaggia! Sotto i tuoi piedi troverai una sabbia rosata tempestata di cocci di conchiglie dai mille colori, levigati dall’acqua. “Tipi da mare” è il nostro momento! Un tuffo nell’acqua azzurrissima è d’obbligo, certo con un po’ di cautela in più visto che l’oceano è un po’ più movimentato e irruento del nostro Mar Mediterraneo.
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4. Cape Reinga: il punto più a nord
Nel punto più a nord di tutta la Nuova Zelanda, popolato solo da un faro e tanto vento, potrai vedere il mare di Tasmania che incontra l’oceano Pacifico: un gioco di correnti, increspature e colori molto suggestivi.
Davanti a questo spettacolo, con il vento che mi sferzava i capelli sul volto, ho urlato: un grido liberatorio per scacciare ogni preoccupazione sul futuro e fare spazio per un po’ di serenità.
Questo è un posto molto speciale per i Maori perché, secondo la loro credenza, è da qui che gli spiriti dei defunti partono per incontrare gli antenati.



5. Waipoua Kauri Forest: alberi millenari giganti
Questa foresta ospita i kauri: alberi che possono raggiungere altezze di 60m e diametri di 5m. Qui vive Te Matua Ngahere, il “Padre della Foresta”, un albero kauri di circa 4.000 anni. Una guida del parco ci ha raccontato che questo vecchietto è ancora sano, con qualche acciacco e, nel suo interno ora cavo, sta ospitando un nuovo albero in crescita. Che meraviglia la natura!
Davanti a questo albero ho pianto, commossa da quante cose ha visto accadere, a quanto è forte e resistente, in un mondo in cui tutto è fugace e momentaneo.
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Giganti a confronto
A proposito di alberi millenari giganti, anni dopo, durante il nostro on the road negli Stati Uniti ci siamo imbattuti nelle maestose Sequoie californiane. Scopri qui tutti i dettagli di questa tappa: 3 giorni in California: tra le sequoie millenarie e il fascino di San Francisco
Questo posto è stato l’ultimo tassello che ha fatto cambiare per sempre il mio rapporto con la natura. Prima ne ero impaurita, quasi schifata e associavo i boschi solo a insetti e fango. Che superficiale che ero, quante cose mi stavo perdendo, ma questo non sarebbe più successo.
In questo viaggio ho visto la natura incontaminata dominare intere vallate, mi sono commossa davanti ad alberi millenari e vermi che brillano, ho ascoltato l’oceano e il vento giocare assieme e ho urlato la mia libertà al loro cospetto. Ecco perché questo viaggio mi ha cambiato la vita e mi è rimasto nel cuore.


Consigli finali per il tuo viaggio
E ora tocca a te esplorare questa terra stupenda! Ma prima di chiudere lo zaino e partire, ecco tre cose fondamentali da sapere:
- Il clima e quando andare: Io ci sono stata a gennaio, che lì corrisponde alla piena estate. Non aspettarti però il caldo torrido italiano: il clima è fresco e imprevedibile. La regola d’oro? Vestiti a strati (la classica “cipolla”) per essere pronta a tutto, dal sole splendente alla pioggia improvvisa.
- Guidare “al contrario”: In Nuova Zelanda la guida è a sinistra. Non farti spaventare: guidare dall’altra parte è molto più semplice di quanto sembri, specialmente perché le strade sono spesso deserte e immerse nel verde. Ti abituerai dopo i primi chilometri, soprattutto se hai un’auto con il cambio automatico. Ricorda che è necessaria la traduzione della patente oppure la patente internazionale per guidare fuori dall’Europa; puoi richiederla in motorizzazione.
- Lo spirito del viaggio: Sia che tu ami la natura o che la tema (come facevo io prima di questo viaggio), la Nuova Zelanda ti cambierà. È il posto perfetto per riscoprire il silenzio, la forza degli elementi e, forse, anche un pezzetto di te stessa.
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